venerdì 2 luglio 2021

Forte de Copacabana

Forse esagero, ma per me è il posto più bello del mondo. 

Immagina una breve passeggiata a bordo mare, sotto enormi alberi frondosi, e davanti a te la baia di Guanabara, in lontananza le montagne della zona di Niteroi. L’acqua scintilla, passano nuotatori o stand-up paddles, e ogni tanto si vede una tartaruga che emerge dalle onde. Il mondo sorride, le persone sorridono, le mamme sorridono, i bambini sorridono. E sorridono i camerieri che ti invitano a sederti ad uno dei due caffè/ristoranti che allineano i tavoli lungo il muretto, e anche tu e tua moglie sorridete di rimando, e chiamate le vostre figlie che prendano un taxi e vi raggiungano presto, perché non si può sprecare una giornata così.

E mentre vi godete il brunch con tutte le delizie che contiene, senti che intorno a voi pulsano l’oceano e la orla* che si estende davanti a voi con le migliaia di persone che la percorrono, e dietro sentite il battito della città, e non ti sembra possibile che in una metropoli immensa ci sia un luogo così perfetto.

Il Forte di Copacabana è un museo militare, e per entrare occorre pagare un biglietto. Questo significa che la zona è protetta e sicura.

Lungo la riva ci sono due caffè: il primo, con gli ombrelloni blu, è della catena della Confeitaria Colombo e serve un po’ tutti i tipi di cibo. Il secondo (il mio preferito) si chiama 18 do forte. Dalle 10 alle 13 serviva il brunch Café do Forte che per 99 R$ dava una combinazione di panini, yogurt, torte, e caffè per due persone.

L’esperienza è assolutamente imperdibile. Non lasciatevela sfuggire.

https://blogs.oglobo.globo.com/saideira/post/cardapio-remodelado-no-cafe-18-do-forte.html

https://mapanamao.com.br/cafe-com-vista-no-rio-de-janeiro/



Calouros

Se siete a Rio nel periodo gennaio-febbraio o luglio-agosto e vedete per strada strani ragazzi e ragazze mezzi nudi e con la faccia colorata, significa che avete avuto la fortuna di incontrare una delle tribù di nativi metropolitani più vitali. Sono giovani che si stanno per iscrivere all’università, e che vanno in giro a raccogliere soldi per le feste che si terranno durante l’anno.

Sono chiamati calouros, che significa matricole e pare venga dal greco kalogeros (buon vecchio).

Nella piena tradizione goliardica, nel corso della calourada*, i calouros sono sottoposti da parte dei veteranos a prove (trote*) non sempre di buon gusto. 

https://extra.globo.com/noticias/educacao/vida-de-calouro/veja-fotos-do-trote-dos-calouros-da-escola-de-comunicacao-da-ufrj-4223850.html

Autobus 2 – scene di vita quotidiana

I passeggeri dell’autobus non si toccano. O meglio, dipende dalle linee, ma anche quando l’autobus è pieno zeppo si cerca di non toccare per nessuna ragione il vicino.

I passeggeri sono talvolta molto presi dalla propria vita personale, in particolare dalla musica che ascoltano, e spesso si mettono a canticchiare o a ballicchiare senza nessun imbarazzo apparente, proprio o altrui.

La scena più bella è stata su un minivan che andava dalla favela di Rocinha al quartiere chic di Leblon, scendendo giù per una ripidissima strada a tornanti. Alla fermata davanti ad un ospedale sono salite delle signore (infermiere?) a fine turno, che ad ogni tornante si sono messe a fare urletti come se fossero sulle montagne russe di Orlando*, o una classe in gita scolastica: vera iniezione di vitalità dirompente!

La cosa più tenera è quando ti chiedono se vuoi dare il tuo zainetto* o la tua borsa. Quando l’autobus è pieno (o semplicemente hai la faccia stanca) c’è sempre qualcuno (giovane, vecchio, uomo, donna) che ti chiede se vuoi che tenga la tua borsa o zainetto sulle loro ginocchia.

Se lo offri tu ti senti davvero parte del quadro. La cosa strana è che a volte il proprietario si protende sulle tue gambe, e magari sfrucuglia nella SUA borsa sulle TUE gambe, invadendo quello che per noi (occidentali?) sarebbe il nostro spazio privato. Diverse concezioni dello spazio. 

https://diariodorio.com/em-marco-deste-ano-apenas-metade-da-frota-de-onibus-determinada-funcionou-no-rio/

São Sebastião

Ce ne si dimentica facilmente, ma il vero nome della città è São Sebastião do Rio de Janeiro, così battezzata da Estácio de Sá* che la fondò nel 1565, in onore del santo del quale era particolarmente devoto, e del re del Portogallo.

São Sebastião è il santo patrono della città: la sua festa si celebra il 20 gennaio con varie manifestazioni e processioni. A Rio de Janeiro è giorno festivo. 

https://g1.globo.com/rj/rio-de-janeiro/noticia/2019/01/20/padroeiro-do-rio-sao-sebastiao-e-homenageado-com-missas-e-procissao-neste-domingo.ghtml

A cena muda

Chiosco situato nella bella piazza di Nossa Senhora da Paz, a Ipanema, specializzato in riviste di seconda mano che vanno dal 1910 alla fine del secolo scorso. In vetrina ci sono in mostra anche giocattoli del passato tra cui le icone Barbie e Ken proposte in inedite coppie LGBTQ+ .

 

http://memoriasdeumcavalcanti.blogspot.com/2010/09/cena-muda.html

Beija-flor (colibrì)

Letteralmente: bacia-fiore.

Teneri, minuscoli, colorati: i colibrì non possono non stare simpatici. Dalle nostre finestre li vedevamo spesso accostarsi ai fiori, rimanere sospesi nell’aria con il loro lungo becco nella corolla, e poi scomparire in un istante.

Ogni volta era una sorpresa, ogni volta un regalo della natura a noi poveri  umani costretti a vivere tra palazzoni di cemento armato.

E poi, con un nome così poetico, come si fa a non amarli????

https://eudetermino.com.br/a-licao-do-beija-flor/

Colibrì

 Vedi Beija-flor*.

7 a 1

(pronuncia “seci a un”). Insomma, ricordate la partita semifinale dei mondiali di calcio del 2014, gli occhi del mondo puntati su Belo Hor...