venerdì 9 luglio 2021

São Bento, Mosteiro de

Già ho qualche difficoltà a digerire le chiese: tranne qualche rara eccezione, per quanto armoniose, artisticamente riuscite e persino mistiche, le trovo sempre opprimenti e soffocanti.

Le chiese brasiliane mi provocano la stessa reazione all’ennesima potenza, perché qui oltre a santi, martiri, icone e lapidi c’è anche l’oro, un sacco di oro, una enormità di oro. E tutto questo oro gronda sangue, un sacco di sangue, una enormità di sangue degli schiavi (schiavizzati*) che lo hanno dovuto estrarre, lavare, lavorare, trasportare, pulire, lisciare, far brillare per l’eterna gloria di Dio e del suo popolo. Amen.

Tra tutte le chiese del Brasile, una delle più opulente è senza dubbio questa, che dall’alto di una collina che sovrasta praça Mauá* guarda con sufficienza alla miseria della città che la circonda.

Dall’esterno sembrerebbe quasi innocua. Ma poi.

Decorata fino all’impossibile, è l’unica che ho visto in Brasile in cui l’ingresso principale è marcato da un portale ad arco e con tutte le volute e svolazzi che il barocco abbia inventato.

La domenica, alle 10, c’è la messa accompagnata da canti gregoriani, cui partecipa la Rio più snob e tradizionalista.

Se pensate di reggere alla sontuosità del canto, alla pesantezza dell’arredo, al ricordo degli schiavizzati e all’arroganza della Rio snob, andateci. Anzi, arrivate con almeno mezz’ora di anticipo per trovare posto.

Ci potete andare in taxi oppure prendendo il tram VLT, scendendo alla fermata São Bento e facendo a piedi la breve ma ripida strada che porta su su fino al monastero.

https://www.feriasbrasil.com.br/rj/riodejaneiro/mosteirodesaobento.cfm

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