Quando ero piccolo, nelle case italiane si mangiavano i fagioli
con le cotiche. Era uno dei piatti tipici della tradizione contadina, snobbato
dalle classi sociali più chic. Poi, d’improvviso, all’inizio degli anni novanta
gli italiani hanno smesso di mangiare i fagioli con le cotiche e hanno iniziato
a mangiare la molto più nobile feijoada, che era in pratica la stessa
cosa, ma con un nome esotico e suadente che la rendeva appetibile a tutte le
classi sociali.
In Brasile, però, la feijoada è altra cosa: in origine era
il piatto dei più poveri tra i poveri e degli schiavi* che ci mettevano tutte
le frattaglie del maiale (orecchie, coda, e quant’altro) scartate dalla tavola
dei padroni.
Oggi viene preparata con ingredienti più prelibati: le frattaglie
sono spesso sostituite da costelas e carne salata (che deve essere messa
a bagno con largo anticipo). Il risultato è comunque un piatto saporito e
pesante, che i carioca non considerano del tutto adatto ai gringo,
troppo delicati per questa iniezione di grassi e sapori. Insieme al churrasco*,
la feijoada è un piatto sociale, adatto ai momenti più importanti e condivisi
della vita carioca. Non solo gruppi familiari o di amici: anche molte
associazioni ne organizzano per festeggiare un momento importante o per
raccogliere fondi per le proprie iniziative. Se potete, non perdete
l’occasione. Tuffatevi nel cibo con allegria, e godetevi il momento di
partecipazione alla più vera socialità brasiliana.
Per vegeteriani e vegani: potete trovare varianti della feijoada
compatibili con i vostri regimi alimentari ma, ahimè, non sarà mai la stessa
cosa.
Da non confondere con feijão*.

Nessun commento:
Posta un commento