Due volte all’anno, presso le università brasiliane, si tiene
la cerimonia di laurea, detta appunto “formatura”.
È un momento ricco di aspettative e di emozioni: nella sala
più grande della facoltà si riuniscono tutti i laureati della sessione, insieme
ai docenti che sono stati scelti per i loro meriti professionali (profesores
homenageados) e poi amici, famiglie, nonni, cugini, parenti, vicini di casa, in
un’atmosfera festante alla quale ogni studente contribuisce scegliendo una
musica per accompagnare la consegna del diploma (e vai di Pirati dei Caraibi,
Chariots of Fire, e quant’altro!), facendo un piccolo discorso di ringraziamento,
oppure – come sempre succede – emozionandosi e lasciandosi sfuggire qualche lacrimuccia
mentre abbraccia il professore prescelto.
Tanti buoni sentimenti in cui si mischiano il sollievo per
il traguardo raggiunto, la gratitudine per quanti hanno dato supporto ed aiuto
negli anni di studio, paura per il mondo sconosciuto che si spalanca davanti. E
le mamme-nonne-zie-sorelle che si sciolgono anche loro, guarda che brava nostra
figlia, ma chi si immaginava che nostro figlio si sarebbe laureato, proprio lui…..
Beh, per quanto non sia un amante delle cerimonie, è un bel
momento.
Ero da poco arrivato a Rio quando Bruna mi ha invitato alla
cerimonia in qualità di profesor homenageado: le sono molto grato perché mi ha
dato la possibilità di condividere un momento davvero speciale della vita
brasiliana.
Ammetto però di avere sofferto un certo shock quando mi è
stato chiesto di indossare una specie di tunica nera con mantellina da supereroe di color viola clericale, e
guardandomi allo specchio mi sono ritrovato trasformato in un cardinale del Seicento.
Mica facile! È vero che probabilmente non ero l’unico a sentirsi un po’
ridicolo, e che anche gli studenti erano stati agghindati come prelati di grado
inferiore ma pur sempre del Seicento, ma davvero non ho ancora capito perché
una istituzione laica e nel complesso progressista come l’università brasiliana
(ed in particolare la gloriosa UFRJ) mantenga questo legame con la tradizione
dell’educazione clericale.
Mah.
Sarà che ai miei tempi non si metteva nemmeno la corona d’alloro,
ma resto perplesso.
Ad ogni modo: su internet ho trovato una foto che mi ritrae
in questa mise inedita.
Spero che non dispiaccia alla collega Adriana Leitão se la pubblico qui. Adriana è in primo piano, io sono quello in posizione imbarazzante dietro alle sue spalle, a sinistra.
https://lefufrj.files.wordpress.com/2017/10/adriana-leitc3a3o-homenagem-formandos.jpg


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