Se vi trovate a vivere in Brasile, è la prima parola da
imparare.
Il CPF è il vostro codice fiscale (Cadastro de Pessoa
Física, pronuncia SE-PE-EFE), il numero con il quale vi verrà chiesto di
identificarvi almeno cinquanta volte al giorno nelle situazioni più
imprevedibili.
Andate a fare la spesa? Alla cassa vi chiederanno il CPF.
Volete un biglietto per il cinema? Vi chiederanno il CPF.
Andrete in banca, e vi chiederanno il CPF, andrete dal
medico e vi chiederà il CPF, andrete in farmacia, “ricorda il suo CPF?”, telefonerete
a vostra nonna e vi chiederà il CPF. Quest’ultima non è vera, ma dopo qualche
settimana in Brasile vi sembrerà verosimile.
Data la vaghezza con cui si articola la burocrazia
brasiliana, il CPF è uno dei pochi elementi di certezza: è solo una stringa di
numeri (niente lettere: ognuno le pronuncerebbe a modo proprio), molto più
comoda e precisa dei nomi che nella tradizione latino-portoghese si compongono
talvolta di vari nomi* e cognomi*, e che poi qualche volta uno nemmeno lo sa il
suo vero nome, magari è abituato a un soprannome, e poi va a capire come si
scrive Waldisney o Wanslívia .
Quindi, fatevi assegnare quanto prima il vostro CPF e
imparatelo a memoria.
Ripetetelo ogni sera prima di andare a letto, e ogni mattina
appena svegli.
È il vostro “apriti sesamo”, l’unico appiglio che vi darà la
certezza di esistere salvandovi dal limbo del Fu Mattia Pascal.
Nei momenti più drammatici della vostra esistenza brasileira,
però non basterà. Vi verrà chiesto di dichiarare anche il vostro CEP*. E lì vuol
dire che il gioco si sta facendo duro. Ma non temete: se saprete recitare i due
numeri correttamente, nulla più vi fermerà.
https://negocios.umcomo.com.br/artigo/como-descobrir-o-cpf-de-uma-pessoa-29176.html

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