Riuscite ad immaginare una città in cui uscite di casa e davanti a
voi ci sono placidi caimani che prendono il sole sulla riva di un canale, e nella
quale dopo piogge particolarmente abbondanti i caimani finiscono sulla spiaggia
tra i bagnanti, o in mezzo alle autostrade, o addirittura nelle piscine? Facile,
è Rio de Janeiro.
La zona più a ovest della città, dopo Leblon, dopo São Conrado,
dopo Barra da Tijuca si chiama Recreio dos Bandeirantes, e vanta l’ultima
comunità di caimani allo stato selvaggio – o semi-selvaggio dato che sono
comunque circondati da palizzate che dovrebbero trattenerli nella zona a loro
riservata – della città. O forse dello stato.
I caimani di Rio (esattamente caimani dal muso largo, nome
scientifico Caiman Latirostris che qui si chiamano jacaré de papo amarelo,
spesso detti anche alligatori) ci ricordano che questa è una terra selvaggia,
solo parzialmente dominata dall’uomo, nella quale la fauna selvatica* (serpenti,
balene, alligatori, …) compare e ricompare quando meno ce lo aspettiamo. E che
nonostante tutto Rio è una città di frontiera verso un continente indomabile.
A onor del vero, i jacaré di Recreio non sembrano proprio
molto selvatici, non almeno fino a quando non spalancano la bocca. Vivono nel
parco di Marapendi, nascosti tra le ninfee, e preferibilmente nel canale che
esce dal parco e corre lunga la rua Prof. Hermes Lima ed è attraversato da un
ponte conosciuto anche come Mirante de Jacaré (cioè osservatorio dei caimani).
L’acqua è fangosa e maleodorante, i caimani annoiati, ma vale la
pena andarli a vedere.
Non capita tutti i giorni di vedere le mamme che escono di casa per andare a fare la spesa tenendo per mano i bambini sotto lo sguardo sonnolento di un gruppo di caimani.

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