Ogni giorno, alle 12 in punto, sotto casa nostra passava un venditore
ambulante che con voce stentorea gridava sempre esattamente la stessa frase, sulla
stessa nota, con lo stesso tono. Ho chiesto ad un falegname che stava montando
dei mobili a casa mia cosa dicesse. Mi ha spiegato che diceva “olá
quentinha!”, e tutt’ora, quando penso a Rio, alla nostra casa, alla nostra
strada, sento quel richiamo chiaro e forte.
La quentinha è un’usanza tipica brasiliana, e si trovano
più o meno dappertutto. Sono dei piatti di cibo caldo (quentinha
significa “caldina”), preparati in casa e venduti a quanti non hanno la
possibilità o il tempo di tornare a casa per la pausa pranzo, e sono spesso
utilizzate da muratori, artigiani, autisti, studenti. Ce ne sono di tutti i tipi
e di tutti i prezzi.
Molti miei studenti preferivano comprare una “quentinha”
dagli ambulanti davanti alla facoltà piuttosto che andare in mensa. Ho chiesto perché,
e se si fidassero di cibi che non erano sottoposti ad alcun controllo. Mi hanno
risposto che era molto più rapido che andare in mensa, e che la qualità era assicurata
dal fatto che se i clienti non fossero stati soddisfatti, il venditore non
avrebbe più trovato chi comprasse i propri prodotti.
Molte persone si sono dedicate a questo tipo di commercio,
soprattutto dopo le crisi che hanno segnato pesantemente l’economia del Brasile
negli ultimi anni (o si sono trasformate in autiste di
applicazioni tipo Uber, Cabify, …).
In realtà, è un commercio del tutto illegale, e la polizia fa
spesso operazioni per contrastarlo.
Sta quindi a voi: se siete per strada e avete un improvviso
attacco di fame e sentite il richiamo “olá quentinha” o vedete un’auto
parcheggiata con il baule aperto e una fila di persone (e soprattutto se vi
fidate!!!), potete fermarvi a provare una quentinha: magari ne vale la pena!
Per me, il cibo promesso da quella voce così bella rimane ancora un
mistero da svelare.
https://extra.globo.com/noticias/rio/vendedores-de-quentinhas-tomam-as-ruas-da-barra-22748982.html

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