venerdì 9 luglio 2021

Pioggia

Torrenziale, paurosa. Trasforma le strade in fiumi in piena, trascinando tutto ciò che incontra.

Poi, d’improvviso smette, e torna il sereno.

La prima pioggia a Rio mi è sembrata un uragano: porte a soffietto divelte dal vento, cortile interno inondato dall’acqua. Mi aspettavo di veder uscire topi, coccodrilli o anaconda da qualsiasi tombino o fessura del selciato.

In occasione di piogge particolarmente intense (noi le chiameremmo bombe d’acqua) mi è capitato anche di non poter uscire di casa: l’acqua era troppo alta. Unica soluzione: ho chiamato un taxi che è entrato fino al garage del palazzo, e dal quale mi sono fatto portare alla più vicina fermata d’autobus che fosse tra le terre emerse della città allagata.

La pioggia compare spesso nella cultura e nella musica brasiliane: Jorge Ben Jor pregava la pioggia di smettere e di evitare di bagnare il suo amore divino (Chove Chuva) mentre Tom Jobim* descriveva la dolcezza delle piogge di marzo, quando la torrida estate lascia finalmente spazio alle promesse dell’autunno tropicale (Aguas de Março). All’inizio mica lo avevo capito: marzo, per me che vengo dall’emisfero boreale, era l’inizio dell’estate. Solo dopo parecchi ascolti, e parecchi mesi, ho invece capito che qua, nel mondo a testa in giù, era tutto al contrario, e marzo segnava la fine dell’estate. E che per noi estate significa felicità, mentre ai tropici l’estate è anche la calura insopportabile da cui non sembra esserci scampo.

Che bello stupirsi di queste differenze.

Attenzione: i temporali non sono da prendere sotto gamba. Sono pericolosi davvero: state al riparo.

https://www.sandiegouniontribune.com/sdut-violent-rain-storm-sweeps-over-rio-de-janeiro-2014jan16-story.html

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