I passeggeri dell’autobus non si toccano. O meglio, dipende
dalle linee, ma anche quando l’autobus è pieno zeppo si cerca di non toccare
per nessuna ragione il vicino.
I passeggeri sono talvolta molto presi dalla propria vita personale, in particolare dalla musica che ascoltano, e spesso si mettono a canticchiare o a ballicchiare senza nessun imbarazzo apparente, proprio o altrui.
La scena più bella è stata su un minivan che andava dalla favela di Rocinha al quartiere chic di Leblon, scendendo giù per una ripidissima strada a tornanti. Alla fermata davanti ad un ospedale sono salite delle signore (infermiere?) a fine turno, che ad ogni tornante si sono messe a fare urletti come se fossero sulle montagne russe di Orlando*, o una classe in gita scolastica: vera iniezione di vitalità dirompente!
La cosa più tenera è quando ti chiedono se vuoi dare il tuo
zainetto* o la tua borsa. Quando l’autobus è pieno (o semplicemente hai la
faccia stanca) c’è sempre qualcuno (giovane, vecchio, uomo, donna) che ti
chiede se vuoi che tenga la tua borsa o zainetto sulle loro ginocchia.
Se lo offri tu ti senti davvero parte del quadro. La cosa strana è che a volte il proprietario si protende sulle tue gambe, e magari sfrucuglia nella SUA borsa sulle TUE gambe, invadendo quello che per noi (occidentali?) sarebbe il nostro spazio privato. Diverse concezioni dello spazio.
https://diariodorio.com/em-marco-deste-ano-apenas-metade-da-frota-de-onibus-determinada-funcionou-no-rio/

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