Guardatelo, e ditemi se quel tettuccio appuntito non sembra
un cappello da strega, e se l’idea complessiva che dà non è quella della torre
di Mago Merlino nella Spada nella Roccia!
La sfilza di case che costeggia l’Aterro do Flamengo* propone
alcune belle facciate in vari stili architettonici, ma la perla è senza dubbio
questa piccola costruzione bizzarra, opera dell’architetto italiano Gino Coppedè
che la progettò nel 1916 per Joaquim da Silva Cardoso.
Coppedè (1866-1927) fu uno dei principali architetti
italiani del Liberty che personalizzò in uno stile eclettico e del tutto
personale. Il suo nome è legato al quartiere Coppedè di Roma, che Dario Argento
considerò un set ideale per i suoi film deliranti. E un po’ deliranti sono
anche le forme di questo villino carioca, che sembrano sfuggire ad ogni
definizione.
All’interno le forme sono più miti e luminose.
Oggi ospita il centro culturale Oduvaldo Vianna Filho, e può
essere quindi visitato negli orari di apertura (verificare).
Per arrivarci, si può andare in metrò fino a Largo do
Machado, prendere l’uscita A che conduce al centro della piazza. Andate verso
destra, fino all’angolo della piazza opposto alla chiesa. Cercate la rua Dois
de Dezembro nella quale c’è anche il Centro Culturale Oi Flamengo* che vale la
pena visitare.

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