La musica più innovativa alla fine dei 2010s era sicuramente la trap. Atmosfere cupe, riferimenti espliciti alle droghe non convenzionali (tra cui la famigerata lean*), al desiderio di fare soldi, a passare le notti fumando sigarette o cannoni. Il dubbio è forte che anche in questo caso, come nel funk*, ci siano dietro le potenti fazioni criminali dei narcotrafficanti che utilizzano la musica per proporre uno stile di vita funzionale al proprio commercio e al proprio potere.
L’autore che trovo più interessante è Matuê, o almeno lo era ai
tempi in cui vivevo a Rio. Faccia da angioletto, testi da farti accapponare la
pelle (violenza, crimine, misoginia, ecc. ecc.), ma capacità di esprimere l’ethos
di una città e forse anche di una generazione.

Nessun commento:
Posta un commento