sabato 10 luglio 2021

Famiglia

Se quando sentite la parola famiglia vedete davanti ai vostri occhi una foto con papà-mamma-figlio-figlia vuol dire che siete proprio vecchi. No, nemmeno antiquati: proprio vecchi. Perché ormai quel modello non si trova più nemmeno nella vecchia Europa, figuriamoci nel giovane, prorompente Brasile.

I brasiliani si sposano e risposano con una agilità che noi nemmeno ci immaginiamo. E il Brasile ha un tasso di natalità quasi doppio di quello dell’Italia.

Il censimento del 2010 ha messo in luce i cambiamenti radicali che stanno avvenendo in tutto il paese (vedi qui): famiglie monoparentali, famiglie composte da coniugi già divorziati con rispettivi figli, famiglie omoaffettive (il matrimonio tra persone dello stesso sesso è possibile dal 2011), famiglie miste, e chi più ne ha più ne metta.

Inoltre, ci sono elementi culturali che rendono la famiglia brasiliana di difficile comprensione per noi stranieri. Le donne giocano un ruolo molto importante, ed ancor più delle madri, spesso impegnate nel lavoro, sono le nonne (avó, o più affettivamente vovó) che si occupano della conduzione della casa e della cura dei bambini.

Nella famiglia brasiliana hanno spesso un ruolo importante i padrini e le madrine (padrinho e madrinha). Anzi, è stato proprio in Brasile che ho scoperto cosa fossero veramente: un genitore supplementare che si prendere carico del bambino in caso di impossibilità o morte dei genitori naturali.

E poi ci sono tutte le persone che si definiscono parenti di “consideração”, persone che per affetto si considerano quasi parte della famiglia naturale. Tutti parlano di zie non zie, di nonne non nonne e così via. Non è facile da seguire, ma dà l’immagine di una società in cui la famiglia gioca un ruolo essenziale anche se i legami non sono sempre comprensibili.

D’altra parte, non possiamo dimenticare che il Brasile è anche il paese in cui – nei gruppi sociali più emarginati, poveri, e soprattutto tra gli afrodiscendenti - tanti bambini vengono lasciati a loro stessi, il divorzio è pratica diffusissima, l’abbandono della famiglia (soprattutto da parte dei padri) è una piaga sociale. Il sociologo Jessé Souza spiega questa negligenza dei rapporti familiari come una eredità del passato schiavista, in cui i rapporti famigliari venivano del tutto scoraggiati se non impediti, dato che i gruppi erano destinati ad essere spezzati in onore delle leggi del mercato (A elite do atraso: da escravidão à Lava Jato, 2017, p. 99).

La situazione, si vede, è complessa e in continua evoluzione. Vivere a Rio mi ha certamente aiutato ad elaborare una diversa percezione delle nuove famiglie. E a non stupirmi più se una ragazza mi parla di sua moglie.


A familia, di Tarsia Amaral

https://www.todamateria.com.br/familia-contemporanea/

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