Se quando sentite la parola famiglia vedete davanti ai vostri
occhi una foto con papà-mamma-figlio-figlia vuol dire che siete proprio vecchi.
No, nemmeno antiquati: proprio vecchi. Perché ormai quel modello non si trova
più nemmeno nella vecchia Europa, figuriamoci nel giovane, prorompente Brasile.
I brasiliani si sposano e risposano con una agilità che noi
nemmeno ci immaginiamo. E il Brasile ha un tasso di natalità quasi doppio di
quello dell’Italia.
Il censimento del 2010 ha messo in luce i cambiamenti radicali che
stanno avvenendo in tutto il paese (vedi qui): famiglie monoparentali, famiglie
composte da coniugi già divorziati con rispettivi figli, famiglie omoaffettive
(il matrimonio tra persone dello stesso sesso è possibile dal 2011), famiglie
miste, e chi più ne ha più ne metta.
Inoltre, ci sono elementi culturali che rendono la famiglia
brasiliana di difficile comprensione per noi stranieri. Le donne giocano un
ruolo molto importante, ed ancor più delle madri, spesso impegnate nel lavoro,
sono le nonne (avó, o più affettivamente vovó) che si occupano
della conduzione della casa e della cura dei bambini.
Nella famiglia brasiliana hanno spesso un ruolo importante i
padrini e le madrine (padrinho e madrinha). Anzi, è stato proprio
in Brasile che ho scoperto cosa fossero veramente: un genitore supplementare che
si prendere carico del bambino in caso di impossibilità o morte dei genitori
naturali.
E poi ci sono tutte le persone che si definiscono parenti di “consideração”,
persone che per affetto si considerano quasi parte della famiglia naturale. Tutti
parlano di zie non zie, di nonne non nonne e così via. Non è facile da seguire,
ma dà l’immagine di una società in cui la famiglia gioca un ruolo essenziale anche
se i legami non sono sempre comprensibili.
D’altra parte, non possiamo dimenticare che il Brasile è anche il
paese in cui – nei gruppi sociali più emarginati, poveri, e soprattutto tra gli
afrodiscendenti - tanti bambini vengono lasciati a loro stessi, il divorzio è
pratica diffusissima, l’abbandono della famiglia (soprattutto da parte dei
padri) è una piaga sociale. Il sociologo Jessé Souza spiega questa negligenza
dei rapporti familiari come una eredità del passato schiavista, in cui i
rapporti famigliari venivano del tutto scoraggiati se non impediti, dato che i
gruppi erano destinati ad essere spezzati in onore delle leggi del mercato (A
elite do atraso: da escravidão à Lava Jato, 2017, p. 99).
La situazione, si vede, è complessa e in continua evoluzione. Vivere
a Rio mi ha certamente aiutato ad elaborare una diversa percezione delle nuove
famiglie. E a non stupirmi più se una ragazza mi parla di sua moglie.
https://www.todamateria.com.br/familia-contemporanea/

Nessun commento:
Posta un commento