Il cielo di Rio è incessantemente solcato da uccelli di ogni tipo.
Quelli che vedrete ogni volta che alzerete lo sguardo, però, sono
essenzialmente due: la Fregata magnificens e l’urubù (Coragyps
atratus), o avvoltoio nero.
La Fregata vola senza quasi mai sbattere le ali, sfruttando le
correnti ascensionali: le ali ad angolo (sembrano un po’ quelle degli
pteranodonti preistorici) le rendono particolarmente facili da riconoscere. Il
maschio si riconosce anche dal gozzo rosso.
L’urubù è uno degli animali simbolo di Rio, ed è anche il
simbolo del Flamengo*, la squadra di calcio più amata della città; si riconosce
per le ali rettangolari con estremità sfrangiate.
Gli urubù si trovano in molte parti della città, in
particolare vicino alla Baia di Guanabara. La strada che collega il centro
all’aeroporto internazionale del Galeão è bordata da piloni della luce su cui
si appollaiano decine, o centinaia di avvoltoi. Non è una vista rassicurante, a
dire il vero: il loro portamento goffo, con il collo curvo e le spalle scese fa
ricordare i film di Walt Disney, nei quali sono sempre maligni o perfidi. Anche
se non stanno appollaiati su un cactus nel mezzo del deserto, sono pur sempre
avvoltoi, e l’odore del loro guano è insopportabile.
Ci sono molti altri uccelli e uccellini che svolazzano per l’aere
di Rio. I più amati sono i colibrì (detti beija-flor* in portoghese), ma
ci sono ovviamente anche moltissimi gabbiani (gaviota) che svolazzano
sulle coste e sulle spiagge, e cormorani neotropicali (biguá) che volano
in lunghe formazioni a v.
Se siete fortunati, vi potrà capitare di vedere un tucano: con il
suo becco lungo e arancione è uno dei simboli più celebri della natura
lussureggiante dei tropici. Un tucano addomesticato è spesso visibile vicino al
bar Palafita sulla Lagoa*. Un altro si vedeva spesso intorno al Museu Historico*,
ma chissà dove avrà stabilito la sua dimora dopo il terribile incendio che lo
ha distrutto.
Se avete buon occhio, potrete vedere molti altri volatili
interessanti, al Jardim Botanico* o camminando sulla Pista Claudio Coutinho* o
lungo la Lagoa*, come il rossissimo tiê-sangue (tanagra del Brasile), le
civette (ne abbiamo viste che avevano fatto il nido nei cannoni del Forte di
Copacabana!), o le garzette.
Infine, anche se non lo vedete, c’è un uccellino che sarà sempre con voi: è il bem-te-vi* (Pitangus Sulphuratus), che al mattino vi sveglierà con il suo strano richiamo a tre note e vi ricorderà di essere felici perché siete ai tropici e non in una grigia periferia senz’anima, e che la giornata sarà bellissima e piena di colori, suoni e sapori. Non dimenticate di approfittarne!
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