domenica 11 luglio 2021

Amarelinho

A me Rio sembra proprio Napoli, con quella sapiente miscela di miseria e nobiltà.

Uno dei luoghi che me lo fa pensare di più è il caffè Amarelinho (che significa giallino) nella enorme piazza di Cinelândia, vicino al Theatro Municipal.

Si capisce che in un lontano passato debba essere stato ritrovo di intellettuali ed artisti. Oggi è un caffè-ristorante piuttosto sporco, con cibi di qualità mediocre, ma fosse per me ci andrei tutte le sere.

Anzi, andavo a teatro proprio per avere la scusa di andarci e prendere la mia combinazione preferita: pudim de leite* e Coca Cola. Il primo per dare energia senza essere pesante, la seconda per dare quel minimo di carica per non addormentarmi subito alla prima nota dell’orchestra.

Se resistete alle tovaglie di cellophane appiccicoso, al servizio non proprio di classe, ai bagni condivisi con i senzatetto che ci si intrufolano di continuo, se riuscite a non curarvi dei mendicanti della piazza, dell’atmosfera equivoca della strada che fa angolo, delle persone che dormono sulle panchine e negli angoli oscuri della piazza, andateci.

Sarete attorniati da giovani che bevono una birra prima di andare alla Lapa*, che è proprio dietro l’angolo.

Ma se riuscite a fare un piccolo sforzo, vi sembrerà di ritrovare la Rio dello splendore dei primi decenni del secolo scorso, con i gentiluomini in frac che accompagnavano signore in tenuta di gala a sorbire una bevanda ghiacciata prima di entrare nel teatro. 

https://cresosuerdieckdourado.com.br/restaurante-amarelinho/

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