Una delle prime parole del gergo carioca che si imparano arrivando, ed una di quelle che si preferirebbe non conoscere.
Letteralmente viene dal verbo arrastar che significa
trascinare.
Il dizionario Michaelis online definisce l’arrastão “pratica
di furto collettiva, senza violenza”: è infatti l’azione di gruppi di
giovanissimi e bambini che si lanciano a grande velocità sulle spiagge di Rio
rubando tutto quello che trovano sulla loro strada, borse, orologi, cellulari,
vestiti, portafogli. I giovani sono quasi sempre scalzi (indossare chinelos*
potrebbe farli inciampare) e a torso nudo (la t-shirt potrebbe essere facilmente
afferrata da qualcuno). La polizia non può fare quasi nulla davanti ad un
simile tornado che si abbatte improvvisamente e lascia tutti sconcertati.
Pare che la pratica ebbe inizio sulla spiaggia di Copacabana negli
anni 80. Wikipedia segnala che uno dei casi più clamorosi ebbe luogo il 18
ottobre 1992 sulla spiaggia di Ipanema ed ebbe ripercussione internazionale.
Come nel caso delle calamità naturali, non è possibile prevedere
tali situazioni.
E come sempre, la cosa migliore è uscire di casa con lo stresso
necessario, evitando di portare con sé oggetti di valore, documenti, o cose cui
teniamo particolarmente.

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