Frutta di ogni genere nei negozi brasiliani. La frutta “europea” è
meglio lasciarla stare: pesche, uva, mele, sono per lo più insapori e
costosissime, anche quando sono prodotte in Brasile.
Meglio la frutta locale: noi ci siamo nutriti per lo più di mango
e banane, spesso insieme. Gustosissimi, perfetti per il clima tropicale. E poi
anche ananas (attenzione: qui si chiama abacaxi, pronuncia: abacascì) e papaya e maracujà, che ormai si conoscono anche da noi.
Molte altre, invece, per me erano del tutto ignote. Dalle strane
forme, dai sapori intensi, non sempre immediatamente gradevoli per il nostro
palato, ma da provare tutte. Eccone una breve lista:
- carambola
- tamarindo
- seringuela
- pitanga
- jabuticaba
- pitomba
- cupuaçu
- pitaya
- fruta
de conde
- caju
(attenzione: non mangiarne la noce!)
- jaca
Lanciatevi
alla loro scoperta!!! Dalla carambola (accento sulla penultima: carambòla)
con le fettine a forma di stella ai colori quasi fluorescenti della pitaya,
dal mistero della fruta de conde che sembra una pigna ma contiene un
cuore tenero e dolce al sapore intenso della jaca: è tutto un mondo da
scoprire.
Sbizzarritevi! Siete ai tropici: lasciatevi sedurre!
Le trovate anche come ingredienti nelle infinite combinazioni di
succhi di frutta che si vendono in tanti negozi e negozietti.
Il cupuaçu è utilizzato anche come gusto di gelato, molto
apprezzato dai locali.
https://caminhoslanguages.com/blog/pt/brazilian-fruits/

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