Tra le cose che mi hanno fatto innamorare di Rio, anzi di Ipanema, anzi dello specifico incrocio tra Rua Nascimento Silva e Farme de Amoedo ci sono le tende rosse della Padaria Santa Marta. Per mesi, ogni mattina, sono andato a fare colazione lì, con pão doce colegial e un café com leite (che chiamano anche semplicemente média).
Niente di più bello che arrivare al mattino, quando ancora l’aria
è fresca, gli studenti vanno verso scuola nelle t-shirt dell’uniforme
scolastica, tra le fronde degli alberi trapelano i bagliori solari disegnando
ombre sui palazzi, e l’odore di birra del bar dei tassisti non è ancora troppo
forte. Basta prendere la comanda*, la piastrellona di plastica che servirà
per segnare le consumazioni, e sperare che ci sia un posto libero. Probabilmente
il tavolo sarà un po’ appiccicoso, per terra sarà pieno di briciole, ma il
mondo è bello, e basta sussurrare “o de sempre” per vedersi recapitare – prima o
poi, senza fretta, ma tanto che vuoi, ho tutto il Globo da leggere – il pão
doce, con le tre righe di crema e il sapore leggero, e una bella tazza di
caffelatte, che quasi quasi può anche sembrare un cappuccino, e ti sembra di essere
nel centro esatto del mondo, che nemmeno le notizie che leggi ti possono far
uscire dal quel sopore sorpreso, e solo quando ti alzerai per pagare, e
tornerai dalla cassiera sgarbata – no, forse non sgarbata ma solo totalmente
indifferente alla tua presenza – e passerai tra i tavoli stracolmi di delizie
di ogni forma e colore, allora potrai anche cominciare la giornata che si
estende davanti a te, e farai il giro dell’isolato passando dalla parte più
lunga per godere ancora un momento della serenità del mattino e della gioia di
essere lì, in quell’istante.

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