All’Arpoador si giunge al tramonto. In specifici periodi
dell’anno, quelli in cui la gente è più aperta alla meraviglia, il sole finisce
esattamente tra due isolette che sono collocate giusto giusto dove serve.
La gente aspetta, emozionata, e batte le mani allo spettacolo più antico
del mondo.
Ma per i più fortunati, all’Arpoador si giunge al tramonto di un
giorno di inverno, con il vento freddo che non rispetta i pantaloni corti e le
t-shirt slabbrate, le onde del mare si sentono forti e la Praia do Diabo* è
tutta un pulviscolo di acqua, e poi comincia lo yoga al suono del mantra, e al
momento del rilassamento ci si copre con tutto quello che si trova.
La versione mattutina dell’Arpoador è al lato opposto, in quell’ultimo angolo della spiaggia di Leblon, proprio sotto ai Dois Irmaos*. Qui il mattino è tutto di luce, e la pelle è sudata, e se capita di sfiorare i compagni di pratica ci si sente connessi all’universo.

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