lunedì 28 giugno 2021

321 - 323 - 325

Vengono dalla zona Nord, passano per l’isola universitaria del Fundão e continuano fino alla chiesa di Santa Luzia nel quartiere denominato Castelo e che già fu il distretto dei ministeri ai tempi in cui Rio era capitale. 

Da prendere all'arrembaggio, tra frotte di altre persone che sussurrano affannati "Castelo Castelo" mentre cercano di capire dove l'autobus alla fine si fermerà, sperando che si apra uno spazietto, anche piccolo piccolo, per mettere almeno un piede, un dito di un piede sul predellino e non dover più restare ad aspettare sotto il sole cocente. Perché di autobus diretti a Castelo ce n'è una quantità, ma arrivano e partono tutti insieme, per cui, se niente niente sei un po' sfortunato, ti tocca aspettare un tempo indefinito, cercando accuratamente l'unico spazio d'ombra rimasto vuoto, e avvicinandoti pericolosamente alle altre persone in attesa per rubare un pochino di frescura nel forno che ti circonda. 

Trasportano in genere persone modeste, che vengono dai quartieri della periferia e vanno a lavorare nel centro o nella zona sud*. Alcuni sono camelô* che partono chissà da dove con le loro casse di polistirolo (isopor) nelle quali trasportano bevande gelate o quentinhas* da cui provengono talvolta odori invitanti che si mischiano agli odori di varia umanità (su questi autobus l’aria condizionata è generalmente solo un miraggio).  

La gente sorride, e se dai una mano a spostare i loro carrelli ti ameranno alla follia.

È qui che si incontra Rio. 

https://onibusbrasil.com/kaiomar/6037224


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