Via di artisti, musicisti, chansonnier, immortalata nella canzone Carta ao Tom (Lettera a Tom) in cui Vinicius de Moraes* parla delle visite all’appartamento dell’amico Tom Jobim* che viveva al numero 107, facendone il luogo mitico in cui sono nate le canzoni più famose della Bossa Nova.
Non si capisce come, non ha niente che la distingua chiaramente
dalle strade parallele, ma è la via più bella, frondosa, affascinante. Attraversa
tutta Ipanema ma mantiene sempre la sua caratteristica di equilibrio, calma,
gradevolezza. Qui è sempre meno caldo che altrove, meno caotico che altrove.
Ed è qui che si dovrebbe vivere, magari nella sezione tra la Farme
e la Vinicius, vero centro di Ipanema. È vero, Garcia d’Avila e Anibal de
Mendonça hanno i negozi più chic, ma il cuore di Ipanema, che è il cuore di
Rio, che è il cuore del Brasile, batte qui. Me ne sono innamorato dalla prima
volta che ho visto questo tratto su Google Maps, e non ho mai perso quella
prima sensazione. È qui che ho trascorso la mia prima notte carioca, che ho vissuto
il primo temporale carioca, che ho sentito il canto dei suoi uccelli, che ho
visto il colore delle orchidee arrampicate sui tronchi nodosi.
Sono andato a vivere nella strada parallela, ma quando potevo ci
passavo sempre.
E comunque, la padaria all’angolo esercita su di me lo
stesso fascino del Café de Flore o dei Deux Magots.

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