Ogni scuola di samba* ha un gruppo di percussioni, chiamato bateria, con centinaia di membri che suonano strumenti dai nomi esotici: surdo, repique, caixa de guerra, chocalho, tamborim, cuíca, agogô, reco-reco, prato.
La bateria è una esplosione di suoni e di ritmi,
fondamentale per dare il ritmo giusto, l’intensità giusta, alla sfilata di
carnevale.
Se ti capita, non perdere l’occasione di assistere alle prove che
si tengono per quasi tutto l’anno e si intensificano nelle ultime settimane
prima delle parate.
La notte è di velluto; tutto intorno cavalcavia giganteschi e
palazzi illuminati. Proprio lì, dove meno te lo aspetti, si ritrova la gente
della scuola di samba per l’ensaio, la prova della sfilata di carnevale.
Gente d’ogni genere, anziani, giovani, giovanissimi. Mezza favela lascia le
proprie occupazioni e viene ad assistere, a guardare con orgoglio la propria
gente che si prepara al giorno più importante dell’anno.
I giovinotti vengono a guardare le giovani sambiste che imparano i
passi decisi dal coreografo insieme al carnevalesco*.
Poi parte la bateria: immagina 200 o 300 persone – uomini,
donne, ragazze, alti, bassi, bianchi, neri, magri, grassi e grassissimi – con
in mano grancasse enormi, sonagli di ogni genere, tamburi, tamburini, che insieme
sembrano sfidare la notte di velluto, le mani alzate dei direttori della
batteria con i loro codici di segnali, e l’intricarsi e il districarsi di ritmi
di ogni genere in un’unica armonia.
Capita a volte di tornare a casa e di trovare ritmi africani per la
strada, eseguiti da bambini, adolescenti o adulti, e senti sprigionarsi una
energia ancestrale.
A volte, persino da casa, nel silenzio della notte, ti sembra di sentire ritmi
che appena si distinguono. Il respiro della terra.
E capita che il tuo composto vicino d’autobus ascolti questi ritmi
travolgenti mentre sta andando a lezione alla facoltà di medicina.
Per avere un’idea, provate a cercare su Youtube.
Ad esempio: https://www.youtube.com/watch?v=qpS0KFG38ds

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