Il nome non ha un suono invitante: immaginavo appunto una bevanda calda e sciropposa. Invece è succo di canna da zucchero, servito freschissimo e appena spremuto da una macchina a ingranaggi e pulegge che sembra uscita da una masseria anteguerra.
Sorprende vedere il fascio di canne depositato in fondo alla tenda
della bancarella, vicino alla spremitrice.
Sembra quasi un miracolo che da delle canne esca un succo.
Dolcissimo, è vero, ma vale la pena provarlo.

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