Quando si arriva per la prima volta al Galeão, l’aeroporto internazionale di Rio de Janeiro è normale tendere il collo in ogni direzione per cercare di vedere qualcosa della città tante volte immaginata: un primo sguardo al Redentore, un angolo della Baia, o il Pan di Zucchero.
L’unica cosa che invece prende l’attenzione è una costruzione, piuttosto
piccola per la lontananza, che sembra un castello di Disneyland con le sue
guglie svettanti.
Ci ho messo tre anni a scoprirlo, ma alla fine ecco qua: è la Basílica
de Nossa Senhora da Penha, uno dei santuari più amati e riveriti dai
carioca. La sua lunga scalinata (382 gradini) viene percorsa dai pellegrini, in
piedi o in ginocchio, per chiedere una grazia o tener fede a un voto. Per chi
invece volesse una salita meno spirituale, ci sono ben 3 funicolari gratuite vanno
fino in cima.
I pellegrinaggi si intensificano nel mese di ottobre, quando si celebra
la festa della patrona.
È forse l’unico momento dell’anno in cui il grande concorso di
pubblico rende meno pericolosa la visita: il quartiere di Penha, però, non è
consigliabile. Non andateci, e lasciate che la basilica resti un lontano
miraggio.
A Rio, purtroppo, è spesso così.

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